Il boost dell'Ecommerce

 
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Le nostre abitudini negli ultimi mesi sono state stravolte dal Covid-19, un virus che ha messo in ginocchio la sanità e l'economia mondiale. L'impatto è stato devastante; le autorità sono state costrette a proclamare il Lockdown per preservare la salute dei singoli e attendere la diminuzione dei contagi, permettendo solamente l'acquisto dei beni di prima necessità come ad esempio alimentari e farmaceutici. La chiusura forzata di negozi fisici di beni che non rientrano nella categoria appena menzionata, ha inevitabilmente avvicinato i consumatori all'Ecommerce spinti dal desiderio di continuare ad effetturare acquisti in maniera regolare. Se negli ultimi anni l'acquisto online è stato protagonista di una crescita rilevante, la pandemia ha causato un boost inimmaginabile: lo scorso marzo ha registrato +900% rispetto all'anno precedente. Nonostante il quadro generale è stato, e continua a essere indubbiamente drammatico con PIL nazionali che toccano -10%, l'Ecommerce è riuscito a mantenere in piedi imprese e il loro indotto economico.
Abbiamo ascoltato ai microfoni di Radio Next l'opinione di un'esperta dell'Ecommerce, Valentina Pontiggia, dell'Osservatorio del Politecnico di Milano, in merito alla crescita esponenziale dell'ultimo periodo.
Il fenomeno è in buona parte da attribuire al Lockdown che ha reso possibile l'approccio dei consumatori meno digital alle piattaforme Ecommerce, mai sperimentate prima, considerate semplicemente un oggetto misterioso poco affidabile. Per comprendere lo stato d'animo nel processo di acquisto è importante immedesimarsi nei Boomer che hanno trainato la crescita dell'Ecommerce; il pagamento con carta, non poter visionare il prodotto, non avere percezioni che la presenza fisica garantisce, sono elementi limitanti e rappresentano le barriere all'entrata del mercato dell'online che hanno frenato l'avvicinamento degli ultracinquantenni. La pandemia dunque ha sia agevolato il processo permettendo di capire le dinamiche con calma e cautela, sia costretto indirettamente a questa tipologia di acquisto non essendo possibili altre alternative.
Se da un lato i Boomer hanno bisogno di un supporto continuo, accompagnati e rassicurati durante tutto il processo di acquisto, i nativi digitali e i millennial sono autonomi e non necessitano di alcun aiuto per acquistare e paradossalmente la presenza continua potrebbe infastidire e risultare indesiderata . In questo contesto sembra necessario riuscire a prevedere due differenti User Experience: la prima esplicativa e ben definita in tutti i passaggi, ha l'obiettivo di accompagnare per mano un nuovo soggetto all'interno del mondo Ecommerce, mentre la seconda è progettata in modo semplice e veloce per garantire la migliore usabilità possibile.
I nuovi consumatori digitali sembrano destinati a continuare ad utilizzare le piattaforme online, ormai abbattute le barriere all'ingresso. I singoli sperimentato un certo livello di servizio in termini di esperienza d'acquisto arrivano ad un punto di non ritorno attraverso l'unione tra il vecchio modo di acquistare e la novità del momento, oggi rappresentata dall'acquisto online. Tanta le novità accolte nel passato con scetticismo o con rigetto che oggi fanno parte del nostro quotidiano testimonianza di un cambiamento che avviene inesorabilmente come ad esempio è avvenuto per le carte di credito, inizialmente poco considerate, diventate successivamente indispensabili.
I consumatori, Boomer, nativi digitali, millennial, sulle piattaforme possono acquistare sostanziamente prodotti e servizi. Il Covid ha modificato il peso percentuale del rapporto che vedeva pre-pandemia una predominanza dei servizi, considerevolmente ridotti dall'impossibilità di effettuare viaggi, spostamenti, partecipare a eventi etc. I dati forniscono una panoramica chiara della situazione attuale: il mercato online in Italia vale 30,6 miliardi di €, di cui 23,4 di prodotti e il restante 7,2 di servizi. Queste percentuali condizionate totalmente dalla pandemia vedono un +31% dei prodotti e un -47% dei servizi rispetto all'anno precedente, sintomo di una sostanziale modifica del rapporto causa Covid.
I trend di crescita appaiono simili a livello Europeo nonostante l'Italia sia indietro rispetto agli altri membri dell'area Schengen; il ritardo che oggi ha un peso rilevante in termini di digitalizzazione e competitività ha una spiegazione molto semplice legata alla lentezza di investimenti nel digitale e della costruzione dell'offerta online nel nostro paese.

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